ALESSANDRO GIROLA - INTERVISTA ALLO SCRITTORE
ALESSANDRO GIROLA
INTERVISTA ALLO SCRITTORE
Il Gruppo Telegram “Lovecraft Italia” intervista Alessandro Giròla, vulcanico scrittore e animatore della scena weird indipendente. In team con Alberica Sveva Simeone, è anche editore – con la loro Plutonia Publications – e direttore del canale di approfondimento Lost Boys Show.
LI: Ciao, Alex. La prima domanda è d'obbligo: perché la letteratura – e cultura – pulp? Cosa ti ha spinto a dedicarti anima e corpo a questo filone dell'immaginario?
AG: Un saluto a voi, e grazie dell'ospitalità. Non credo che la passione per la letteratura e la cultura pulp sia stata una scelta consapevole. Nel senso: ci sono “inciampato” quando ero davvero un ragazzino, dapprima con le prime antologie di Lovecraft trovate ai mercatini dell'usato, al mare, poi con gli Urania dei bei tempi che furono. L'amore è nato subito, e l'ho coltivato in modo transmediale (come direbbero quelli bravi): dai libri ai giochi di ruolo, dai videogame ai film. Alla fine, facendo della psicologia spiccia, credo che questo genere di opere mi servano per alimentare la fantasia. Senza poter fantasticare sarei morto.
LI: Cosa ti ha spinto a creare la tua casa editrice, Plutonia Publications, e a intraprendere la strada del self-publishing?
AG: Riguardo al self-publishing, la risposta è gretta e banale: scrivere senza ricavarne nulla mi è sempre sembrata un'enorme ingiustizia. Dopo le prime esperienze con le case editrici tradizionali – royalties non pagate, contratti non rispettati – ho voluto fare da solo. Tra l'altro, grazie a questa scelta, ho potuto sperimentare generi e storie che l'editoria tradizionale non avrebbe mai preso in considerazione. La scelta di aprire Plutonia ad altri autori – con un occhio di riguardo a quelli d'oltreoceano – è dovuta a una concomitanza di cose, in primis la volontà di portare nomi nuovi al pubblico italiano. Inoltre, con un catalogo più vasto, la possibilità di strutturare una piccola ma solida attività si sta concretizzando.
LI: Tu sei famoso per l'instancabile attività di ricerca e traduzione tanto di opere straniere – che presenti regolarmente al pubblico italiano– quanto delle realtà nostrane. Parlaci di questa attività di “scout”.
AG: Tutto è nato grazie a una chiacchierata con un paio di persone che già lavorano con diversi autori indie americani, diciamo in qualità di “agenti freelance”. Uno di essi un giorno mi ha chiesto: “Ti piacerebbe portare qualche bel libro che altre case editrici del tuo paese non pubblicherebbero mai?” Ovviamente la risposta è stata “sì”. Tra l'altro sono così venuto a contatto con la realtà indie americana (chiamiamola self), che è molto strutturata, assolutamente professionale, coesa, ricca di libri bellissimi a prezzi onesti.
LI: Com'è nata e come riesce a durare nel tempo la tua collaborazione con Alberica Sveva Simeone?
AG: Ci siamo conosciuti per caso nel 2022, quando la intervistai via Instagram, per l'uscita del suo romanzo di debutto. Tra una chiacchiera e l'altra abbiamo scoperto di avere una corrispondenza di interessi quasi totale (libri, film, serie TV... ci separa solo il gioco di ruolo). Un giorno mi ha proposto di scrivere una cosa insieme, e da questa idea è nata la novella “La casa sospesa sul nulla”, che è stata subito un insperato successo. Poi il resto della storia è più o meno nota :) Per fortuna ogni tanto nella vita ci sono degli incontri assolutamente causali che ti fanno svoltare ogni cosa.
LI: Essendo noi Lovecraft Italia, non puoi esimerti dal dirci la tua sul Sognatore di Providence.
AG: Come ho già accennato, HPL è stato uno dei miei primi maestri, un grande ispiratore, e lo è tutt'oggi. Il suo orrore cosmico mi ha sottratto dalle atmosfere dei film Hammer e dalla letteratura gotica, per immergermi in un nuovo genere di inquietudini e di perturbante. Credo che alcune sue opere siano ancora oggi inarrivabili, quantomeno a livello di immaginazione e di originalità. Esempio: chi ha mai scritto qualcosa di innovativo e impensabile come “Il colore venuto dallo spazio”? (Sì, è uno dei suoi racconti che preferisco).
LI: Conosciamoci meglio. Puoi indicarci autori o libri fondamentali nella tua formazione di lettore e appassionato? Anche titoli non legati al genere weird.
AG: L'elenco sarebbe lunghissimo, cercherò di farti una lista di dieci titoli “a pelle”, vale a dire senza rifletterci troppo.
Le notti di Salem (Stephen King)
World War Z (Max Brooks)
Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (George R.R. Martin)
La boutique del mistero (Dino Buzzati)
L’Avversario (di Emmanuel Carrère)
L'Elenco telefonico di Atlantide (Tullio Avoledo)
Hyperion (Dan Simmons)
La leggenda dei Drenai (Davide Gemmell)
Il Mastino della guerra (Michael Moorcock)
Il colore venuto dallo spazio (HPL)
Ne ho sicuramente dimenticati moltissimi, ma ho cercato di rispondere a sentimento, come vi ho anticipato.
LI: Ci forniresti un elenco di film/telefilm, fumetti e musica che ritieni ugualmente imperdibili?
AG: Iniziamo!
FILM:
Dawn of the Dead (George Romero)
La Cosa (John Carpenter)
Ghostbusters (Ivan Reitman)
Predator (John McTiernan)
Nosferatu (Friedrich Wilhelm Murnau)
Il signore degli Anelli (tutta la trilogia, di Peter Jackson)
I magnifici sette (John Sturges)
Aliens scontro finale (James Cameron)
Le Ali della Libertà (Frank Darabont)
Fantozzi (Luciano Salce)
Compagni di scuola (Carlo Verdone)
SERIE TV:
Lost
I Soprano
The Strain
Il trono di spade
L'Uomo nell'alto castello
FUMETTI:
Quasi tutti quelli che hanno per protagonisti Hellboy e il BPRD.
I primi 50 numeri di Dylan Dog.
Parecchi numeri di Martin Mystère.
I primi numeri della testata “Ultimate Marvel”, in particolare quelli con gli Avengers come protagonisti.
Diversa roba uscita dall'immaginazione di Junji Itō (uno dei pochissimi autori capaci di inquietarmi).
Tutto Hokuto no Ken (manga e anime).
I Cavalieri dello zodiaco, fino alla saga di Hades.
Sulla musica mi taccio, sono un “vile” ascoltatore di pop e pop-rock molto commerciale, e in linea di massima preferisco le voci femminili :)
LI: Come vedi l'evoluzione della letteratura di genere, in Italia e all'estero, con un occhio particolare al weird e all'horror: sei ottimista o pessimista? Potremmo ambire a un ruolo di primo piano o siamo destinati alla seconda fila?
AG: La scena estera è molto più dinamica e variegata di quella italiana. Sembra un luogo comune, ma non lo è. Qui da noi, per cercare qualcosa che vada fuori dai soliti cliché e dai solito nomi ristampati mille volte, bisogna guardare la piccola editoria e le realtà self. Altrove – sono stato di recente negli States – le librerie generaliste hanno reparti su reparti dedicati a horror, fantasy, fantascienza. Qui troviamo i Draghi Mondadori, “i fantasy del BookTok” e poco altro. Potrei dirmi ottimista solo se tutti i lettori forti diventassero un po' più curiosi, e capaci di esplorare delle proposte alternative a quelle della grande distribuzione.
LI: Consideri importanti le fiere indipendenti di settore quali, per esempio, Marginalia, Stranimondi e Oblivion? Si può parlare di una scena italiana unitaria riguardo a weird, horror, scifi, fantasy, eccetera oppure si tratta di tante isole non comunicanti?
AG: Le nuove fiere nate negli ultimi anni sono realtà piccole ma forti, dei veri punti di riferimento per il fantastico letterario italiano. Le ho viste crescere, come afflusso di pubblico, di edizione in edizione. Secondo me è un bene che rimangano eventi liberi, senza grandissimi sponsor. Viceversa perderebbero la loro voce unica e aperta anche a realtà autoriali ed editoriali piccole. Tuttavia non sarebbe male riuscire a coinvolgere anche il pubblico che ancora non conosce queste realtà. Come? Bella domanda.
LI: C'è qualche aspetto del Weird contemporaneo che ti entusiasma o ti delude? Cosa vorresti vedere maggiormente sviluppato?
AG: Del Weird contemporaneo a volte mi delude (parola grossa) l'apparente necessità di voler sempre infilare un messaggio, una morale di fondo, un riferimento sociale in ogni storia. Voglio dire, son tutte cose belle, ma a mio parere devono venire spontanee, senza mai sovrastare il godimento della storia in quanto tale. E sì, mi pare un difetto soprattutto italiano. Il Weird – il fantastico – può stupire in mille modi e, a volte, può anche solo intrattenere. Non è certo un peccato mortale!
In compenso, vedo la nascita di tanti titoli e sottogeneri sperimentali che fino a pochi anni fa nessuno avrebbe mai letto, e che invece ora hanno delle specifiche nicchie di appassionati.
LI: Dicci qualcosa sul tuo lavoro che nessuno sa!
AG: Per quanto possa sembrare folle, mi è capitato di abbandonare la stesura di diversi romanzi a pochi capitoli dalla fine, solo perché non mi entusiasmavano più. Se vuoi sapere un altro piccolo “dietro le quinte” della mia scrittura, ti posso dire che più di una mia opera è nata da un titolo che mi è venuto in mente così, all'improvviso, e sul quale ho poi costruito la storia.
I LIBRI DI ALESSANDRO GIRÒLA
(Una mia selezione del cuore)
La Casa sospesa sul nulla (con Sveva)
CONTATTI
ALESSANDRO GIRÒLA
LOST BOYS SHOW
A. SVEVA SIMEONE
PLUTONIA PUBLICATIONS





Bella intervista. Girola Simeone sono una garanzia
RispondiElimina