GLI OTTO CIRCUITI DI COSCIENZA
GLI OTTO CIRCUITI DI COSCIENZA DI TIMOTHY LEARY
di Robert Anton Wilson
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| Art by Antonio De Maria |
Realtà-Tunnel e Inscrizioni
Mettiamo alla prova la prospettiva del Dott. Leary in merito a questi misteri.
Per comprendere lo spazio neuro-logico, il Dott. Leary assume che il sistema nervoso consiste di otto circuiti potenziali, o mini cervelli. Quattro di questi cervelli sono localizzati nel lobo sinistro, solitamente attivo e incentrato sulla nostra sopravvivenza terrestre; gli altri quattro sono extraterrestri, risiedono nel “silenzioso” – o inattivo – lobo destro e saranno da utilizzarsi nel corso della nostra evoluzione futura. Questo spiega perché, nel presente stadio del nostro sviluppo, il lobo destro sia solitamente inattivo e perché si attivi quando una persona ingerisce sostanze psichedeliche.
Daremo una breve spiegazione di ognuno degli otto “cervelli”.
1.IL CIRCUITO DI BIO-SOPRAVVIVENZA.
Questo cervello invertebrato fu il primo ad evolversi (tra i 2 e i 3 milioni di anni fa) ed è il primo ad attivarsi al momento della nascita di un bambino umano. Esso programma la percezione su di una griglia mono-scelta, ripartita in Cose utili-nutritive (che ricerca) e Cose pericolose-nocive (che rifugge o attacca). L’inscrizione di questo circuito determina l’attitudine basilare di fiducia o sospetto che successivamente attiverà sempre l’avvicinamento o l’allontanamento.
2.IL CIRCUITO EMOZIONALE.
Questo secondo e più avanzato biocomputer si formò quando i vertebrati comparvero e cominciarono a competere per il territorio (forse intorno al 500.000.000 A.C.). Nell’individuo, questa realtà-tunnel più estesa si attiva quando la fonte primaria del DNA avvia la metamorfosi dallo strisciare al camminare. Come ogni genitore sa, il bambino non è più un passivo neonato (bio-sopravvivente) ma un mammifero politico, pieno di pretese fisiche (e psichiche) territoriali, veloce nell’immischiarsi negli affari di famiglia e nel prendere decisioni. Di nuovo, la prima inscrizione di questo circuito rimane costante per tutta la vita (a meno che non si effettui un lavaggio del cervello) e identifica lo stimolo che attiverà automaticamente il comportamento dominante-aggressivo oppure quello sottomesso-collaborativo. Quando diciamo che una persona si comporta emotivamente, egoisticamente o “come un bambino di due anni” intendiamo che lui/lei sta seguendo ciecamente una delle realtà-tunnel inscritte in questo circuito.
3.IL CIRCUITO DESTERICO-SIMBOLICO.
Questo terzo cervello si formò quando i tipi ominidi cominciarono a differenziarsi dal ceppo dei primati (4-5 milioni di anni A.C.) e si attiva per abilitare le funzioni lineari del lobo sinistro del cervello. Esso determina le modalità dell’artigianato-manifattura e del pensiero concettuale: p. es., la “mente” del terzo circuito. Non è un caso, quindi, che la nostra logica (e il nostro computer design) segua le strutture binarie “o questo o quello” tipico di questo tipo di circuiti. E non è nemmeno un caso che la nostra geometria, fino al secolo scorso, sia stata euclidea. La geometria di Euclide, la logica di Aristotele e la fisica di Newton sono metaprogrammi che sintetizzano e generalizzano l’avanti-indietro del primo cervello, il su e giù del secondo e il destra-sinistra del terzo.
4.IL CIRCUITO SOCIO-DOMESTICO.
Il quarto cervello, che riguarda la trasmissione della cultura tribale – o etnica – attraverso le generazioni, introduce la quarta dimensione: il tempo. Poiché ognuna di queste realtà-tunnel consiste di inscrizioni – o matrici biochimiche – nel sistema nervoso, ognuna di loro può essere attivata specificatamente dai neurotrasmettitori e da altre droghe.
Per attivare il primo cervello prendete un oppiaceo. Madre Oppio e Sorella Morfina vi porteranno giù fino all’intelligenza cellulare, alla passività da bio-sopravvivenza, alla coscienza fluttuante del neonato. (È per questo che i freudiani individuano la dipendenza da oppiacei nel desiderio di un ritorno all’infanzia)
Per attivare la seconda realtà-tunnel prendete un’abbondante quantità di alcol. Le configurazioni territoriali dei vertebrati e le politiche emotive dei mammiferi compariranno con lo scorrere delle bevande, come Thomas Nashe capì intuitivamente, allorchè caratterizzò i vari stadi alcolici con paragoni animaleschi: “ubriaco come un orso”, “come un asino”, “come un caprone”, “come un porco”, ecc.
Per attivare il terzo circuito, provate con tè o caffè, o una dieta iperproteica, oppure anfetamina o cocaina.
Un neurotrasmettitore specifico per il quarto circuito non è ancora stato sintetizzato, ma è generato dalle ghiandole dopo la pubescenza e scorre vulcanicamente nella circolazione sanguigna degli adolescenti.
NESSUNA DI QUESTE DROGHE TERRESTRI CAMBIA LE BASILARI INSCRIZIONI BIOCHIMICHE.
I comportamenti che azionano sono quelli che si furono fissati al sistema nervoso durante i primi stadi di vulnerabilità inscrittiva. Il secondo circuito “ubriaco” mostra i giochi e le consuetudini emotive apprese dai genitori durante l’infanzia. Il terzo circuito “mentale” non va mai oltre le permutazioni e le combinazioni di quelle realtà-tunnel originariamente inscritte (o oltre le astrazioni associate alle inscrizioni tramite un ulteriore apprendimento). E così via. Ma tutti questi roboticismi Pavloviani-Skinnerriani cambiano drasticamente e drammaticamente quando ci volgiamo al lobo destro: i circuiti futuri e i composti chimici extraterrestri.
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| Art by Antonio De Maria |
5.IL CIRCUITO NEUROSOMATICO.
Quando questo quinto “cervello-corpo” viene attivato, la piatta configurazione euclidea figura-suolo esplode in modo multidimensionale. Le forme passano, nei termini di McLuhan, dallo “spazio visuale lineare” allo “spazio sensorio onnicomprendente”. Ha luogo un’accensione edonistica, una gioia estatica, un distacco dal precedente meccanismo compulsivo dei primi quattro circuiti. Io ho acceso questo circuito con l’erba e i Tantra. Il quinto cervello cominciò ad apparire circa 4000 anni fa, nelle civiltà iper agiate, e nei secoli recenti sta incrementando drasticamente (anche prima della Rivoluzione della Droga); ne è prova l’arte edonista di India, Cina, Roma e altre civiltà opulente. Più recentemente, Ornstein e la sua scuola hanno dimostrato, con l’elettroencefalogramma, che questo circuito rappresenta il salto dal lineare lobo sinistro del cervello all’analogico lobo destro. L’apertura e l’inscrizione di questo circuito è compito dei “tecnici dell’occulto”: sciamani, tantrici, hatha yogin. Sebbene la quinta realtà-tunnel si può ottenere tramite deprivazione sensoriale, isolamento sociale, stress psicologico o forti spaventi (tattiche di terrore cerimoniale, come quelle praticate da guru-canaglia tipo Don Juan Matus o Aleister Crowley), essa era tradizionalmente prerogativa dell’istruita aristocrazia delle società agiate che avevano risolto i quattro problemi della sopravvivenza terrestre.
Il neurotrasmettitore specifico per il quinto cervello fu scoperto, circa 20.000 anni fa, dagli sciamani nell’area asiatica del mar Caspio e si diffuse velocemente tra gli altri stregoni attraverso l’Eurasia e l’Africa. Esso è, chiaramente, la cannabis. L’Erba. Mamma Maria Giovanna. Non è un caso che i fumati si riferiscano spesso al loro stato neuronale in termini quali “in orbita” o “stare spaziando”.
La trascendenza degli orientamenti planetari gravitazionali, digitali, lineari, “o questo o quello”, aristotelici, newtoniani ed euclidei (circuiti I-IV) è, in termini evolutivi, parte della nostra preparazione per l’inevitabile migrazione dal nostro pianeta natale, ora solo agli inizi. È per questo che i fumati vanno matti per Star Trek e sono appassionati di fantascienza. (Berkely, in California, sicuramente la capitale statunitense della cannabis, ha una Federation Trading Post in Telegraph Avenue, dove quelli con i sacchi possono spendere facilmente anche più di 500 dollari in un solo giorno acquistando romanzi, riviste, adesivi, poster, fotografie, cassette, etc. di Star Trek, compreso un progetto completo dell’astronave Enterprise).
Il significato extraterrestre di “andare in orbita” è confermato dagli astronauti stessi: l’85% di coloro che hanno sperimentato la caduta libera a gravità zero hanno raccontato di “esperienze mistiche”, o gioia estatica, tipiche del circuito neurosomatico. «Nessuna foto può mostrare quanto era bella la Terra» delira il capitano Ed Mitchell, raccontando la sua Illuminazione in caduta libera. Sembra di sentire uno dei tanti competenti yogin o fumati. Nessuna macchina fotografica è in grado di mostrare questa esperienza, perché avviene all’interno del sistema nervoso. Leary sostiene che “La caduta libera, nel giusto stadio evolutivo, attiva la mutazione neurosomatica”. Prima che ciò avvenga, la mutazione si ottiene “artificialmente” con l’allenamento yoga, o sciamanico, o con lo stimolante del quinto circuito: la cannabis. Sciare, fare surf, tuffarsi e la nuova cultura sessuale (massaggi dei sensi, vibratori, arte tantrica importata, ecc.) si sono evolute nel medesimo lasso di tempo, come parte della conquista edonista della gravità. Lo stato di “Accensione” viene sempre descritto come un “fluttuare”, o nella metafora Zen, “a un metro da terra”.
6.IL CIRCUITO NEUROELETTRICO.
Il sesto cervello consiste nell’operazione, compiuta dal sistema nervoso, di divenire consapevole di sé stesso aldilà delle mappe della realtà gravitazionali (circuiti I-IV) e anche aldilà dell’estasi corporea (circuito V). Il Conte Korzybski, il semanticista, chiamò questo stato “consapevolezza di astrarre”; il dott. John Lilly lo chiama “metaprogrammazione”: p. es., la consapevolezza di programmare il proprio programma.
Questa con-telligenza (coscienza-intelligenza) einsteiniana, relativista, riconosce – tra l’altro – che le mappe di realtà aristoteliche, newtoniane, euclidee sono soltanto tre tra gli innumerevoli programmi – o modelli – di esperienza. Io ho acceso questo circuito con il peyote, l’LSD e i metaprogrammi “magyci” di Aleister Crowley. Questo livello di funzionamento cerebrale sembra essere stato notato intorno al 500 A.C., tra i vari gruppi “occulti” connessi dalla Via della Seta (Roma-India del nord). Esso è così aldilà delle realtà-tunnel terrestri che coloro che l’hanno ottenuto riescono a malapena a parlarne con l’umanità ordinaria (circuiti I--IV) e può risultare di difficile comprensione anche agli Ingegneri dell’Estasi del quinto circuito.
Le caratteristiche del circuito neuroelettrico sono l’alta velocità, la scelta multipla, la relatività e la fissione-fusione di tutte le percezioni in fantascientifici universi paralleli di possibilità alternative. Le politiche mammifere che controllano le lotte per il potere in seno all’umanità terrestre sono trascese: p. es., sono viste come statiche, artificiali, una sorta di elaborata sciarada. Non si è più manipolati coercitivamente nella realtà territoriale di qualcun altro né si è forzati a opporvisi con il reciproco gioco emotivo (i soliti drammi da telenovela). Si decide semplicemente, con coscienza, se condividere o meno l’altrui modello di realtà.
Le tattiche per aprire e inscrivere il sesto circuito sono descritte e raramente esperite nei livelli avanzati dello raja yoga e nei manuali ermetici (codificati) degli alchimisti e degli illuminati del Rinascimento medievale. Nessun composto chimico specifico per il VI circuito è ancora disponibile; tuttavia, i potenti psichedelici come la mescalina (dal mio “sacro cactus” del 1962-63, il peyote) e la psilocibina (dal “fungo magico” messicano, teonactl) aprono il sistema nervoso a tutta una serie di comunicazioni mescolate dei canali dei circuiti V e VI. Questo stato è chiamato appropriatamente “viaggiare”, distinto dai lineari “accensione” e “andare in orbita” del quinto circuito.
La soppressione della ricerca scientifica in quest’area ha provocato il triste risultato di far regredire l’illegale cultura della droga agli edonismi del quinto circuito e alle realtà-tunnel prescientifiche (il revival dell’occulto, il solipsismo, l’orientalismo a la page).
Senza un metodo e una disciplina scientifica, pochi possono decodificare con successo i segnali di metaprogrammazione, spesso spaventosi (ma filosoficamente cruciali) del sesto circuito.
Gli scienziati che studiano questa materia non osano divulgare le loro scoperte (che sono illegali) e rendono testimonianza delle realtà-tunnel sempre più profonde soltanto in conversazioni private: come gli studiosi durante l’età dell’Inquisizione. (Voltaire annunciò l’Età della Ragione con due secoli di anticipo, siamo ancora nei Secoli Bui). La maggior parte degli alchimisti clandestini hanno rinunciato al rischioso e insidioso “lavorare sulla propria persona” e hanno ristretto i loro viaggi ai tunnel erotici del quinto circuito. La funzione evolutiva del sesto circuito è di metterci in grado di comunicare al livello della relatività einsteiniana e dell’accelerazione neuroelettrica non utilizzando i simboli laringeal-manuali del terzo circuito ma via feedback (onda di ritorno), telepatia e connessione computerizzata.
Dopo la migrazione spaziale, i segnali neuroelettrici prenderanno sempre più il posto del “discorso” (grugniti umanoidi). Quando gli umani saranno usciti dal pozzo atmosferico-gravitazionale della vita planetaria, la con-telligenza accelerata del sesto circuito renderà possibile la comunicazione ad alta-energia con “Intelligenze Superiori”: p. es., noi stessi nel futuro e altre razze post-terrestri. È incantevolmente semplice e ovvio, una volta compreso che le esperienze neuronali “di viaggio” sono davvero extraterrestri, nonché intendere lo “spaziare” e il “viaggiare” come accurate metafore.
L’estasi neurosomatica del quinto circuito è la preparazione per il passo successivo della nostra evoluzione: la migrazione esoplanetaria. Il VI circuito è la preparazione per l’ulteriore passo successivo: la comunicazione intraspecie con entità avanzate in possesso di realtà-tunnel elettroniche (post-verbali). Il VI circuito è il “traduttore universale” spesso ipotizzato dagli scrittori di fantascienza, già costruito nel nostro cervello dalle catene di DNA. Proprio come i circuiti della futura farfalla sono già costruiti nel bruco.
7.IL CIRCUITO NEUROGENETICO.
Il settimo cervello entra in azione quando il sistema nervoso inizia a ricevere i segnali del dialogo DNA-RNA “dall’interno del neurone individuale”. I primi ad aver raggiunto questa mutazione parlarono di “memoria delle vite passate”, “reincarnazione”, “immortalità”, ecc. Che questi iniziati stessero ricordando qualcosa di reale è indicato dal fatto che molti di loro (specialmente Hindu e Sufi) diedero visioni poetiche, meravigliosamente accurate, dell’evoluzione 1000 o 2000 anni prima di Darwin e prevedettero la Superumanità prima di Nietzsche. I “ricordi akashici” della Teosofia, l’inconscio collettivo di Jung, l’inconscio filogenetico di Grof e Ring, sono tre metafore moderne di questo circuito. Le visioni dell’evoluzione passata e futura descritte da coloro che hanno avuto esperienze di “uscita dal corpo” durante eventi quasi mortali descrivono anch’esse la realtà--tunnel transtemporale propria del VII circuito.
Esercizi specifici per attivare il settimo circuito non si trovano negli insegnamenti yoga; di solito, si attiva – se si attiva – dopo parecchi anni di pratica dei livelli avanzati dello raja yoga che sviluppano le facoltà proprie del VI circuito.
Il neurotrasmettitore specifico del VII circuito è ovviamente l’LSD. (Anche il Peyote e la psilocibina producono qualche esperienza da VII circuito). La migliore definizione per il VII circuito è, nei termini scientifici del 1977, una sorta di archivio genetico, attivato da proteine anti-istoniche. La memoria del DNA rotola all’indietro, fino all’alba della vita. A tutti i mutanti del VII circuito perviene un senso di inevitabilità dell’immortalità e della simbiosi intraspecie; ora comprendiamo che ciò è anche un pronostico evolutivo, da quando “abbiamo fatto il primo passo verso la longevità estesa, che ci condurrà all'immortalità".
Il ruolo esatto dei circuiti del lobo destro e la ragione della loro attivazione durante la rivoluzione culturale del 1960 ora divengono chiare. Come ha scritto in “Upwingers” il sociologo F.M. Esfandiary: “Oggi, quando parliamo di immortalità o di andare su altri mondi, non lo diciamo più in senso teologico o metafisico. La gente sta già viaggiando su altri mondi: adesso. La gente si sta dando da fare per l’immortalità: adesso. La trascendenza non è più un concetto metafisico. È diventata realtà". La funzione evolutiva del settimo circuito e della sua realtà-tunnel eonica, evolutiva, è quella di prepararci all’immortalità cosciente e alla simbiosi intraspecie.
8.ILCIRCUITO NEUROATOMICO.
Tenetevi il cappello in testa e respirate profondamente: è quanto di più lontano l’intelligenza umana si sia avventurata. Probabilmente, la coscienza precede l’unità biologica o l’elica del DNA. Le “esperienze extracorporee€, le “proiezioni astrali”, i contatti con “entità” aliene (extraterrestri?) o con Intelligenze galattiche, ecc., come quelle che io ho esperito, sono state narrate per migliaia di anni: non solo da persone ignoranti, stupide, superstiziose o suggestionabili ma spesso anche dalle intellettualità più fini presenti nella nostra specie (Socrate, Giordano Bruno, Edison, Buckminster Fuller et al.). Esperienze di questo tipo sono riportate quotidianamente dagli parapsicologi e sono state esperite da scienziati quali il Dott. John Lilly e Carlos Castaneda. Il Dott. Kenneth Ring ha attribuito questi fenomeni a quello che lui chiama, davvero appropriatamente, “l’inconscio extraterrestre”. Il Dott. Leary suggerisce che il circuito VIII è letteralmente neuroatomico «infra, supra e metapsicologico».Un sistema di comunicazione quantistico che non necessita di un contenitore biologico.
Il tentativo di costruire un modello di consapevolezza e/o un modello consapevole di meccanica quantistica, precedentemente discusso da fisici “accesi” (Prof. John Archibald Wheeler, Saul-Paul Sirag, Dott. Fritjof Capra, Dott. Jack Sarfatti, ecc.) indicano con forza che la “coscienza atomica”, suggerita per prima da Leary in “The Seven Tongues of God” (1962), è il nesso esplicativo che unirà la parapsicologia e la parafisica nel primo esperimento empirico-scientifico di teologia della storia.
Quando il sistema nervoso si accende su questo circuito di livello quantico, lo spazio-tempo è obliato. La barriera einsteiniana della velocità della luce è trascesa; nella metafora del Dott. Sarfatti, noi “sfuggiamo allo chauvinismo elettromagnetico”.
La con-telligenza interna alla cabina di proiezione quantistica è l’intero “cervello” cosmico, proprio come l’elica micro-miniaturizzata del DNA è il cervello locale che guida l’evoluzione planetaria. Come disse Lao Tsu, dalla sua prospettiva dell’VIII° circuito: “Il più grande è nel più piccolo”.
Il circuito VIII è attivato dalla Ketamina, un composto neurochimico studiato dal Dott. John Lilly, che viene somministrato tra l’altro (secondo voci ampiamente diffuse ma non confermate) agli astronauti, per prepararli allo spazio. Anche dosi elevate di LSD producono qualche consapevolezza quantistica propria dell’VIII circuito. Questa intelli-scienza neuroatomica è situata quattro mutazioni oltre la domesticità. (L’attuale disputa ideologica è tra i moralisti-o-collettivisti del IV circuito tribale e gli individualisti del V circuito edonistico). Quando il nostro bisogno di una intelligenza più elevata, di un più ricco coinvolgimento nella trama cosmica o di un’ulteriore trascendenza non saranno più soddisfatte dai corpi fisici, nemmeno dai corpi immortali che saltano attraverso lo spazio-tempo a velocità di curvatura 9, il circuito VIII aprirà ulteriori frontiere. “Oltre la teologia: la scienza e l’arte della divinità umana”, come scrisse una volta Alan Watts. È, quindi, possibile che le misteriose “entità” (angeli ed extraterrestri) monotonamente descritte dai visionari siano membri o razze già evolute a questo livello. Ma è anche possibile, come hanno più recentemente suggerito Leary e Sarfatti, che Essi siano noi stessi nel futuro.
I circuiti terrestri del lobo sinistro contengono le istruzioni apprese per la nostra evoluzione passata (e presente). I circuiti extraterrestri del lobo destro sono la trama evolutiva per il nostro futuro.
A questo punto, abbiamo due spiegazioni alternative del perché sia avvenuta la Rivoluzione della Droga. La prima è presentata in modo sofisticato dall’antropologo Weston LaBarre, nel modo più ignorante e moralistico nella maggior parte delle campagne contro la droga nelle scuole e nei mass media. Secondo questa spiegazione, in sostanza, milioni di persone sono passate dalle “discendenti” droghe legali alle “ascendenti” droghe illegali, perché viviamo in tempi difficili e loro cercano un rifugio nella fantasia. Questa teoria, al massimo, spiega solo parzialmente gli aspetti più deleteri e pubblici della rivoluzione: lo spericolato abuso di droga tipico degli individui immaturi. Non dice nulla sui milioni di medici, avvocati, ingegneri, ecc., che hanno lasciato perdere l’intossicazione da alcolici del secondo circuito per l’estasi da erba del quinto circuito. E non dice nemmeno nulla delle investigazioni sul meditabondo, filosofico sesto circuito, condotte da persone come Aldous Huxley, il Dott. Stanley Grof, Masters-Houston, Alan W. Watts, Carlos Castaneda, il Dott. John Lilly e di migliaia di scienziati e liberi ricercatori della coscienza.
Una teoria più plausibile, elaborata dello psichiatra Norman Zinberg a partire dal lavoro di Marshall McLuhan, sostiene che i moderni media elettronici abbiano modificato a tal punto i parametri del sistema nervoso che i giovani non si godono più droghe “lineari”, come l’alcool, e provano interesse solo con le “non lineari” erba e psichedelici. Ciò è certamente una parte della verità, ma è una visuale troppo restrittiva e sopravvaluta la TV e i computer senza tenere presente il quadro tecnologico generale: l’attuale Rivoluzione Fantascientifica, i cui aspetti più significativi sono la Migrazione Spaziale, la Intelligenza Accresciuta e la Estensione delle Vita, che Leary ha condensato nella formula S.M.I^2.L.E. [in inglese Space Migration, Increased Intelligence, Life Extension. n.d.t.]
“Migrazione Spaziale più Intelligenza Accresciuta più Estensione delle Vita” significa espansione dell’umanità nello spazio-tempo.
S.M.I^2.L.E. = Infinità.
Senza abbracciare completamente il misticismo tecnologico di Charles Fort (ci sono le macchine a vapore quando viene il momento delle macchine a vapore), è ovvio che il metaprogramma del DNA per l’evoluzione planetaria è di gran lunga più saggio di uno qualsiasi dei nostri sistemi nervosi individuali: i quali sono, in un certo senso, dei sensori o dei robot giganti per il DNA.
La prima fantascienza di brillanti scrittori quali Stapledon, Clarke, Heinlein e il 2001 di Kubrick erano tutti chiari segnali in crescendo del DNA, trasmessi attraverso l’intuitivo lobo destro di artisti sensitivi, per prepararci alla mutazione extraterrestre. Non è una coincidenza che gli intellettuali della letteratura di massa (gli eredi della tradizione platonico-aristotelica per la quale un gentiluomo non usa mai le mani – roba da scimmie con attrezzi o istruite a lavori manuali – disprezzino tanto la fantascienza quanto la cultura della droga. Né è una coincidenza che il “Whole Earth Catalogs” [Cataloghi dell’Intera Terra. Sorta di inventario commentato su libri, attrezzi, ecc., per darsi a uno stile di vita indipendenti. n.d.t.] creato da Stewart Brand, un laureato dei Merry Pranksters di Ken Kesey, siano il Nuovo Testamento della cultura dello sganciamento rurale: ogni numero straripa di tonnellate di informazioni eco-tecnologiche su tutta l’oggettistica desterico-manuale che Platone e i suoi eredi considerano adatta solo agli schiavi.
Né sorprende che l’ultima pubblicazione di Brand, “Co-Evolution Quaterly” [Altra rivista fondata da Stewart Brand, dedicata prevalentemente a una prospettiva libertaria su politica, scienza e ambiente. n.d.t.], sia stata dedicata alla pubblicizzazione di L5, l’habitat spaziale progettato dal Prof. Gerard O’Neill. E, neppure, è un caso che i "fattoni" preferiscano la fantascienza ad altri generi letterari, includendovi anche le scritture Hindù del retrogusto extraterrestre e poeti psichedelici dei circuiti occulto-sciamanici VI-VIII, come Crowley ed Hesse. Le droghe del circuito VI possono aver contribuito assai alla coscienza metaprogrammante che ha portato all’improvvisa consapevolezza dello “chauvinismo maschile” (liberazione delle donne), dello “chauvinismo delle specie” (ecologia, gli studi di Lilly sui delfini), dello “chauvinismo delle stelle di tipo G” (Carl Sagan), dello “chauvinismo dell’ossigeno” (le conferenze CETI), exc.
Le realtà-tunnel inscritte che identificano una persona come “bianco maschio americano terrestre”, oppure come “nera femmina cubana”, non sono più grandi abbastanza per includere la nostra con-telligenza esplosiva. Come scrisse il TIME il 26 Novembre 1973: “Entro dieci anni, secondo i chimici farmaceutici, saranno state perfezionato pillole ed elettrodi cranici che assicureranno la longevità a chiunque sulla Terra”. L’isteria del 1960 riguardo l’acido e l’erba fu semplicemente l’ouverture per l’irruzione del quinto circuito. Il Dott. Nathan S. Kline predisse i veri afrodisiaci: droghe che velocizzano l’apprendimento, droghe per iniziare, o terminare, qualsiasi tipo di comportamento. Numerosi individui furono bruciati o incarcerati all’alba della Tecnologia Esteriore. Coloro che vennero incarcerati o picchiati dagli sbirri nel 1960 furono i precursori della Tecnologia Interiore.
STAR TREK è una guida migliore, per la realtà emergente, di quanto non lo sia la NEW YORK REVIEW OF BOOKS [rassegna di critica letteraria newyorkese,n.d.t.].
L’ingegnere del sistema di difesa e del supporto vitale, Scotty (circuito I). L’emozionale-sentimentale Dott. McCoy (circuito II). Il logico ufficiale scientifico, Mr.Spock (circuito III). L’alternativamente paternalistico e romantico Capitano Kirk (circuito IV). Tutti loro sono in viaggio costante attraverso la nostra futura storia neurologica e incontrano intelligenze dei circuiti V, VI, VII e VIII, per quanto grezzamente presentate. In breve, i vari livelli di consapevolezza e i circuiti di cui abbiamo discusso e illustrato, sono tutti quanti delle inscrizioni biochimiche nell’evoluzione del nostro sistema nervoso. Ogni inscrizione crea una più ampia realtà-tunnel. Nella metafora dei Sufi, dopo ogni inscrizione l’asino su cui viaggiamo diventa un asino diverso. Il metaproggrammatore impara continuamente di più e diviene sempre più consapevole del suo stesso operare.
Ci stiamo, dunque, evolvendo verso l’intelligenza che studia l’intelligenza (il sistema nervoso che studia il sistema nervoso) e siamo ulteriormente capaci di accelerare la nostra evoluzione.
Leary, attualmente, simboleggia l’intelligenza che studia l’intelligenza con il segno I^2. Ai livelli più bassi abbiamo, per così dire, una “I” singola. Sui livelli più alti, abbiamo “I” molteplici e lo spazio-tempo passa dalla tridimensionalità euclidea alla multidimensionalità non euclidea.
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