Agata Christian - La Recensione

AGATA CHRISTIAN

Recensione di Mondo Thule 


Strambo caso di cine-carnevalone che può vantare nel cast il re del cinepanettone Christian De Sica e i più underground Lillo e Maccio Capatonda, la pellicola ribalta i pregiudizi negativi che si accompagnano – giustamente, aggiungiamo – al genere e si rivela una commedia piacevole e pure intelligente.

Giocando con gli stereotipo di vari generi, il film porta una ventata di aria fresca e allegria nelle coordinate stantie del cinema comico italiano contemporaneo.

Come da titolo, troviamo l'investigatore tanto privato quanto cialtrone Christian Agata (ovviamente, De Sica), accompagnato dalla consueta galleria satirica dell'Italietta recente, posata sullo sfondo dei "Dieci piccoli indiani" e dei topoi arcinoti del giallo: cosa fa, dunque, la differenza?

Un tocco leggiadro e un approccio popolare ma privo del populismo reazionario in stile "ma che ce 'mporta". C'è dell'intelligenza nella sceneggiatura – non la volontà di gag da cervello spento – e non stupisce che lo spettatore medio si sia lamentato che "non fa ridere abbastanza".

I continui cambi di prospettiva, l'attenzione dedicata al gioco da tavolo e le miserie umane non giustificate ma mostrate a scopo di autoriflessione rendono il film un omaggio più che riuscito ai gialli della Agatha Christie ma, anche, alle pellicole che formarono l'Italia del dopoguerra, prima che le catastrofi combinate del "cinema che fa pensare" e del "ma fatevela, una risata" stroncassero una delle industrie culturali più importanti del mondo (no, non sto esagerando).

Con le dovute proporzioni, questo film ha tutte le carte in regola per diventare un piccolo gioiello del cinema "senza troppe pretese" e, anzi, andrebbe accostato al "Chi ha rapito Jerry Calà" di pochi anni precendente (con Calà e Boldi, altro raro esempio di meta-cinepanettone che merita una visione per arguzia e ripensamento del genere stesso).

Su tutto, aleggia il fantasma del capostipite di questo giallo all'italiana per famiglie, lo sceneggiato televisivo "Don Tonino" con Gigi e Andrea. Altra serie da rivalutare con senso chiaramente critico, va segnalata anche per avere citato, caso più unico che raro, i Miti di Cthulhu lovecraftiani nella puntata "La setta del sacrificio".

OPERE CITATE 
(E poi non rimase nessuno...)
di Agatha Christie 

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