Recensione - L'Impero Connettivo
L'IMPERO CONNETTIVO
di Sandro Battisti
L'impero restaurato
Earthbound Vol.1
Recensione di Paolo Sista
Collassi quantici, sacrifici cruenti, la valuta dell'informazione, la lettura delle viscere, umani e postumani, divinità create ed energie disincarnate/incarnate, esseri alieni che intessono trame attraverso continuum nemmeno concepibili dalla nostra mente, le irresistibili spinte della brama di potere e della pulsione amorosa.
Sono solo alcuni dei vertiginosi concetti alla base dell'Impero Connettivo narrato da Sandro Battisti.
La saga ideata dallo scrittore romano è più difficile a spiegarsi che intuirsi: lanciandosi nel vortice delle parole, le diverse gerarchie dimensionali, energetiche, desideranti si fanno via via più chiare.
Battisti mostra molto, probabilmente tutto, ma svia l'attenzione, come il migliore dei prestigiatori.
L'Impero Connettivo travalica nodi crono-spaziali, per cogliere i pozzi di energia necessari alla sua espansione: sublimazione di ogni appetito che non può conoscere tregua, perché accettare un limite – financo difensivo – significherebbe perire.
Eppure, tra le righe, vediamo agitarsi ombre nel buio. Forze acefale di scale radicalmente altre, nei confronti delle quali anche i quasi-immortali non possono sentirsi al sicuro. Persino forme coscienti più basse, alle quali, tuttavia, anche gli Imperatori devono rivolgersi, per ricevere indirizzi all'agire.
A detta dell'autore, si può entrare nell'Impero Connettivo da qualunque ingresso. Io ho seguito quello di pubblicazione.
Sono partito dal primo romanzo “ufficiale”, L'impero restaurato, che vinse il prestigioso Premio Urania ex aequo con Bloodbusters. Quindi, ho letto l'ultimo, attuale tassello, "Earthbound".
Consiglio quest'ordine, perché il primo titolo, pur nel suo essere esoterico, visionario, schizoide riesce a fornire tutte le coordinate di navigazione.
Il secondo, invece, benché più quadrato e compatto, potrebbe risultare un poco criptico per chi si approcciasse la prima volta all'universo connettivista.
Aggiungendo che vi sono ancora molti racconti, novelle e antologie – anche di altri autori – da leggere in merito a questo Impero, in chiusura di recensione non posso evitare di rispondere a due domande.
Primo. Ma che è ‘sto Impero Connettivo?
Secondo. Ma ne vale la pena di leggere ‘sta roba italiana?
Dunque...
Primo. Cos'è, lo scoprirete leggendo, perché la sorpresa è una delle poche gioie rimaste nell'epoca delle wiki-spiegazioni. Tuttavia, alcuni dettagli importanti li ho fin qui disseminati e qualcosa aggiungo. L'impero è dato da flussi e concrezioni energetiche, le quali spesso si sovrappongono, attraversano, si trasfigurano in realtà storicamente determinate, come l'impero bizantino.
L'atmosfera che permea la cifra stilistica del Battisti mi ha fatto venire alla mente una versione cruda, spietata, primigenia della filosofia di Deleuze & Guattari, dove i flussi macchinici, le macchine desideranti e gli apparati di cattura sono lanciati a briglia sciolta sui (meta)territori del liscio e dello striato.
Secondo. Si, ne vale la pena di leggere sta roba italiana, proprio perché è uno dei rari casi di letteratura nostrana libera da stereotipi campanilisti e, anzi, per nulla derivativa da modelli esteri.
Il progetto di Sandro Battisti è la prova che un autore/autrice può scegliere di non conformarsi alle tendenze commerciali prevalenti ed emergere ugualmente con una creazione tanto lontana dai sentieri calcati quanto di grande respiro.
Leggi anche: Sandro Battisti - Intervista allo scrittore
I LIBRI DI SANDRO BATTISTI
•L'IMPERO CONNETTIVO
•SPINOFF
Ptaxghu 6 con Marco Milani
Indefiniti di Roberto Bommarito
Infodump di Lukha B. Kremo
Il liberto di Giovanni Agnoloni
End of connection di Marco Milani
Zeitjägers di Umberto Bertani
Terra di sommaria con Marco Milani
Che la terra ti sia lieve, Drusilla di Lukha B. Kremo
•ALTRI TITOLI
LINK
OPERE CITATE
Storia dell'impero bizantino di Georg Ostrogorsky
Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar
Il pianeta degli Dei di Zecharia Sitchin


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