Recensione - Manoscritto trovato a Saragozza

MANOSCRITTO TROVATO A SARAGOZZA
di Jan Potocki

Recensione di Paolo Possanzini


Jan Potocki era un conte polacco che scriveva, in francese, un labirinto di storie: ognuna con un suo genere diverso e personaggi che si intersecano, compresi fantasmi, indemoniati, briganti e cabalisti.

Il nobile autore ha suddiviso la narrazione – come il Boccaccio – in giornate o, per meglio dire, in nottate, dato che gli elementi macabri e fantastici hanno il sopravvento nelle ore buie. Lo scrittore ha creato un libro ricco di simboli fantastici, la cui interpretazione non è facile e può sfuggire al lettore.

Potocki fonde l’attrazione per il lugubre e l’occulto – le forche a cui sono appesi i banditi, la possessione demoniaca e la cabala – con aspetti della narrazione più comici e buffi.

Il manoscritto trovato a Saragozza ha una storia interessante. Esso è stato infatti riscoperto solo negli anni 50 del secolo scorso e la vicenda editoriale del libro presenta nel corso degli anni pubblicazioni parziali e plagi; del testo originale di Potocki, esiste solo una traduzione in polacco.

La cornice che racchiude le 14 giornate dell’edizione Adelphi – basata su quella francese degli anni 50 – è incompleta, poiché il testo integrale è di 60 giornate.

La trama narra di come quanto si sta per leggere sarebbe un manoscritto recuperato proprio nella città spagnola di Saragozza, durante un assedio francese. Veniamo così introdotti alla storia di Alfonso e dei suoi incontri con apparizioni sovrannaturali presso la Venta Quemada nella Sierra Morena, nel corso del suo viaggio verso Madrid. Il luogo è ritenuto da molti un labirinto incantato, popolato da creature di ogni tipo.

L’effetto straniante dell’opera è, quindi, dovuto alla natura delle apparizioni, che si concretizzano davanti al protagonista, e ai racconti che i vari personaggi narrano, inanellati l’uno sull’altro.

Il lettore assisterà, dunque, a una girandola di situazioni che spaziano tanti per genere – dalla cappa e spada ai briganti, dagli spettri alle avventure galanti – quanto per ambientazione: la stessa Spagna, la Francia, il sud Italia e l’Africa del Maghreb.

La minuzia delle descrizioni è un valore aggiunto a quest'opera, già di per sé unica nel suo genere.

IL LIBRO 

Opere citate
Decameron di Boccaccio 


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