Recensione - Prisma

PRISMA
di Mary Malavasi

Recensione di Paolo Possanzini

Prisma, opera prima di Mary Malavasi ed edito Open, è una raccolta di tre storie di genere fantascientifico.
Cobalto è ambientato in una realtà postapocalittica. L’autrice fa seguire al lettore le vicende di tre personaggi: Max, Sam e Ursula. Come tutti gli umani sono costantemente braccati poiché le macchine dominano il mondo e hanno la capacità di divorare e unirsi alla carne umana.
La narrazione segue un ritmo incalzante e pagina dopo pagina veniamo a conoscernza della tragedia. Da strumenti per curare malattie come i tumori, le macchine sono divenute predatrici e dominatrici.
La narrazione, oltre a momenti di tensione estrema, è ricca di interrogativi morali ed etici per i tre personaggi, come la sottile distinzione tra bene e male, giusto e sbagliato, in una realtà in cui per l’essere umano la salvezza sembra essere una chimera. Malavasi stupisce per come elabora il concetto delle macchine e del loro rapporto con l’umanità, che nel finale impattante rivela appieno la potente idea sottesa.
Pianeta a strati è il titolo del secondo racconto e ci porta in un mondo futuristico, schiavizzato da una specie aliena che ha ridotto il pianeta a un deserto.
Questa storia cambia totalmente sottogenere rispetto alla precedente. Qui l’autrice dimostra di essere una grande appassionata di fantascienza e astronomia, inserendo elementi quali la sfera di Dyson. Nel racconto, la civiltà aliena avanzata che ha soggiogato la Terra ha trasformato il pianeta proprio in una di queste. I due protagonisti – Zick, uno schiavo costretto a raccogliere scarti per la civiltà aliena, e Loi – andranno incontro al mistero che aleggia sul passato dell’umanità che ha portato al loro presente distopico.
La triade gerarchica di Incorporei, Empirei e Corporei è senza dubbio ben resa e altrettanto la caratterizzazione psicologica della coppia Zick e Loi, segnata da un forte senso di legame affettivo; un amore che sarà centrale per il tema della salvezza.
Infine, l’astronave Thrones, carica di segreti, aggiunge la componente di mistero che fa di questo racconto centrale della raccolta un piccolo gioiello.
Spazio Liminale vede un sadico computer divertirsi con un gruppetto di umani, per soddisfare i propri capricci e, al contempo, studiarli come cavie.
Tra rimandi a Platone e ad AM di Hellison, il racconto ha una struttura narrativa per cui ai capitoli corrisponde una divisione in anni e giorni.
Ada e Nim, due tra i dieci umani tenuti sotto controllo da Computer in questo mondo distopico, si uniscono per sfuggire al triste destino che grava su tutti loro.
La scoperta della verità sulla loro realtà e le decisioni da prendere riguardo la propria vita e quella altrui si riveleranno nel finale. Una conclusione costruita proprio per interrogare lo stesso lettore che, seguendo Ada fino al disvelamento conclusivo, si troverà davanti a una verità tanto sconvolgente quanto amara.
I tre racconti hanno uno stile lento, si prendono del tempo per costruire i dettagli e la società umana che descrivono, ma senza dubbio gli spunti offerti dall’autrice sono interessanti per un lettore appassionato del genere fantascientifico.

IL LIBRO

Opere citate 
Platone -  Tutte le opere
Harlan Hellison

Commenti

Post più popolari