Recensione - Il difficile ritorno del signor Carmody

IL DIFFICILE RITORNO DEL SIGNOR CARMODY
di Robert Sheckley

Recensione di Paolo Possanzini

Classici Urania N.50. illustrazione di Karel Thole

I mondi che Sheckley crea in questo romanzo-odissea, che vede protagonista lo sventurato Carmody, sono la chiara prova della sua straordinaria capacità d’immaginazione.

Il protagonista, dopo l’eccitazione per aver vinto un premio alla Lotteria Intergalattica, si trova di fronte a una amara verità: il suo pianeta di origine potrebbe essere diventato per lui irraggiungibile.

Questo perché egli non solo è privo dei mezzi per tornare sulla Terra, ma necessita di sapere le coordinate di Dove, Quando e Quale Terra sia quella dove vuole fare ritorno.

Allora Carmody, insieme al suo Premio che si rivelerà presto un essere senziente dalla spiccata capacità dialettica, si imbatterà in entità di varia natura nella speranza di trovare chi possa indirizzarlo verso la strada per il suo giusto pianeta.

La forza di Sheckley raggiunge il suo apice nelle mille arguzie che il suo genio mette in bocca ai vari interlocutori che interrogano il protagonista su argomenti che spaziano dalla filosofia alla religione, dall’urbanistica all’arte, con punte di umorismo che spingono il lettore a riflettere sui temi toccati durante la peregrinazione del protagonista.

Tra i tipici toccati spicca la discussione tra Carmody e il suo Premio – dotato anche della capacità di assumere diverse forme – su la vita e la morte, in relazione alla catena alimentare, quando Carmody si ritrova preda di un’entità creata dall’universo al solo scopo di cacciarlo senza tregua.

Il vincitore della lotteria, nel corso della sua odissea, impara più di quanto potesse immaginare all’inizio della sua disavventura: la centralità del momento in cui si vive è da tenere ben presente e non lasciarselo sfuggire.

Urania N. 530. Illustrazione di Karel Thole 


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