Alessandro Bani - Intervista all'artista

INTERVISTA ALL'ARTISTA ALESSANDRO BANI

Il Gruppo Telegram Lovecraft Italia intervista Alessandro Bani, artista poliedrico che da decenni è una colonna portante della scena weird e sci-fi italiana. Le sue opere hanno illustrato una miriade di pubblicazioni di genere, dalle grandi case editrici alle fanzine più di nicchia. Nel 2024 a Oleggio, Novara, si è tenuta la sua esposizione In obscura luce, che ha suscitato il meritorio interesse anche al di fuori della cerchia degli appassionati del Fantastico. Recentemente ha illustrato il volume Attraverso angoli alieni (Dagon Press)

Autoritratto 

LI: Ciao, Alessandro. Tu sei un artista con uno stile assolutamente personale. Le tue illustrazioni in bianco e nero riescono a mantenere intatta la magia del "Sense of Wonder" dell'età dell'oro di Werid Tales e affini. Osservando le tue immagini più recenti, a colori, mi ha davvero stupito il modo in cui riesci combinare due elementi apparentemente opposti: l'impalpabilità metafisica, onirica, aliena e una corporalità talmente presente da evocare sensazioni tattili. Cosa ne pensi?
AB: Credo che gli attuali mezzi a disposizione degli artisti che lavorano col digitale abbiano accentuato questa possibilità di immaginare l’irreale come fosse qualcosa di palpabile, di raggiungibile. Amo pastrocchiare anche con le immagini tridimensionali, ciò aumenta la ‘verosimiglianza’ di certe creature di certi… tentacoli.

Tentacula

LI: Perché disegni, dipingi, crei? Cosa ti ha spinto a farlo e cosa vuoi esprimere? Cosa ti spinge a continuare?
AB: È una necessità vitale. Come respirare. Leggere. Guardare. Parlare. Ascoltare.

Abissale

LI: Che tipo di tecnica utilizzi per realizzare le tue opere? Hai seguito una formazione artistica o sei autodidatta? Cosa pensi delle tecniche digitali più moderne e delle applicazioni basate sull'intelligenza artificiale?
AB: Sono completamente autodidatta; le nuove tecnologie continuano ad aprire nuove meravigliose possibilità; occorre però non lasciarsi sopraffare. Ogni giorno tento di sperimentare qualche cosa di nuovo: a volte con risultati deludenti, a volte riesco ad ottenere immagini strabilianti. 
Sono sempre alla ricerca di effetti utili a realizzare inquietudine in chi osserva. Non voglio lasciare tranquillo o indifferente l’osservatore. Non sempre ci riesco, ovviamente.
Utilizzo tecniche tradizionali quali matite, tempere, chine mischiandole con fotografie, ritratti, rami, frottages, scansioni, colori digitali. Fondamentalmente i miei lavori sono frutto di collages, sovrapposizioni, tagli, ritagli, scansioni e... casualità.

Anime che soffrono 

LI: Quali sono i tuoi artisti preferiti, tanto in ambito popolare che in quello accademico?
AB: In primis vorrei citare Virgil Finlay: colpa sua se sono ancora qui oggi a perseguitarvi con le mie immagini. Quindi, Karel Thole, il gigante che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente e frequentare artisticamente e in amicizia. Poi, Stephen Fabian, Alberto Breccia, Hannes Bok, Druillet, Magnus e tanti altri.
Tra i grandissimi Max Ernst, Magritte, Escher, Baj, Vedova, Pollock, Klee, Burri, Bacon, Rauchenberg e tantissimi altri.
Tra gli scultori Kengiro Azuma, Marcello Corrà, Paola Ravasio, Calder, Giacometti, Arp e tantissimi altri.
Il fotografo Joel Peter Witkin.

Il colore venuto dallo spazio

LI: Nella tua arte, ti dedichi esclusivamente a soggetti collegati all'immaginario fantastico o hai esplorato anche altri territori
AB: Sì, ho avuto fondamentalmente tre periodi, distanziati da lunghe pause, anche di anni, di aridità artistica.
Gli anni ’70 e 80 sono stati quelli delle illustrazioni a tratto in bianco nero, destinate alle fanzine di SF e Fantasy, nonché alle riviste e collane librarie di settore.
Intorno al fine anni ’90, questa attività si è diradata in favore di un periodo di creatività pittorica essenzialmente informale.
Solo negli ultimi anni sono tornato all’ antico amore: l’illustrazione a tema SF e soprattutto horror weird.

La foresta che divora 

LI: Il tuo nome è associato al mondo della letteratura fantastica, in particolare weird e sci-fi. Le tue illustrazioni sono state pubblicate sia da grandi case editrici che da piccole realtà indipendenti, cui non hai mai fatto mancare il tuo sostegno. Per te è importante mantenere il legame con gli appassionati?
AB: Fondamentale! Sono sempre e comunque uno di loro!
Siam comunità. Gente non banale. Scrittori, lettori, disegnatori, registi, collezionisti, editori, sceneggiatori, appassionati e appassionanti. Strani, interessanti, poliedrici, sghembi, non convenzionali. Non euclidei.

I segugi di Tindalos

LI: Come vedi la situazione del Fantastico italiano? Siamo in una fase di stagnazione o di fermento? Siamo “ciclisti gregari”, per citare Paolo Conte, o abbiamo le carte in regola per un posto in prima fila?
AB: Beh, la mia ripresa artistica è derivata appunto da una visita a una edizione di Stranimondi, trascinato dall’amico Roberto Savoini. Lì ho ritrovato un mondo col quale avevo un po’ perso i contatti. Il mio mondo, maledizione. Ho acquistato un sacco di belle edizioni di libri e riviste e ho iniziato a leggere con voracità le nuove leve della scena horror. I sorprendenti inquietanti racconti di Musolino, Besana, Di Orazio, Fager, Ligotti, Corigliano, Cucinotta mi hanno dato un notevole stimolo di interpretazione grafica delle loro parole.
Nel frattempo mi sono sintonizzato con un canale Youtube che ha saputo eccitarmi ancor di più: Broken Stories di Flavio Troisi.
Mai visto, come in questi anni, un fermento e una proposta editoriale e culturale così viva ed eccitante. Il presente lo vedo molto bene, per il futuro…
Intanto, è imminente Marginalia!

L'inumano 

LI: Quali sono i tuoi scrittori preferiti, sia in ambito weird che nella letteratura ufficiale?
AB: In parte li ho già citati sopra. Ovviamente, i tre grandi di Weird Tales: H.P. Lovecraft, C.A. Smith e R.E. Howard. Quindi, Poe, Hodgson, Aickman, Machen, Blackwood. Matheson, Bloch, Barker, Ballard, Lafferty, Lansdale, Farmer, Linddqvist e Mariana Enriquez. Michele Mari, Italo Calvino, Laura Pariani, Buzzati, Borges, Kafka. E tanti, tanti altri, naturalmente.
Vorrei anche aggiungere gli scritti critici di Fabio Camilletti, Massimo Scorsone, Franco Pezzini coltissimi e appassionanti.

Incubico 

LI: Qual è stato il libro, o racconto, che più ti ha emozionato illustrare?
AB: Il Necronomicon della Fanucci Editore, anno 1979. Una illustrazione, abbastanza astratta, che riproduceva una mia visione di frammenti di una pagina nera con una scrittura immaginaria: la calligrafia del vecchio Abdul Alhazred!

Loro che tornano 

LI: Consociamoci meglio: musica, film, fumetti, serie TV. Cosa consigli?
AB: Gli ascolti più recenti: tanti dischi dell’etichetta austriaca di musica classica contemporanea, Kairos; sentire per credere sin dove si è spinta la ricerca musicale d’oggi.
Nella Musica antica, altra mia passione, ancora e sempre J.S. Bach, le Cantate e il clavicembalo.
Nella ancora più antica: Dufay, Desprez, Machaut.
Per il jazz contemporaneo, l’immenso Anthony Braxton, del suo ipnotico periodo Ghost Trance Music. Ma anche Sun Ra! La contrabbassista Joelle Leandre e il polistrumentista Roscoe Mitchell non me li faccio mai mancare. Con le lacrime agli occhi, lo scomparso, magmatico pianista e poeta Cecil Taylor.
Ultimi film visti: il capolavoro dei capolavori, Rosemary’s Baby.
Uno dei migliori film dello scorso anno: The Substance.
Uno stranissimo, weirdissimo: La cura del benessere.
L’ultima serie vista: American Primeval; la penultima: Ripley.
Per il fumetto mi son buttato recentemente sul giapponese lovecraftiano Gou Tanabe.

Sulla soglia 

LI: Hai tenuto diverse esposizioni delle tue creazioni. Ti è capitato qualche evento lovecraftiano nel corso di una di esse?
AB: La prima: Lovecraft memorial day, Borgomanero, 1979.
Evento da me organizzato con Nicolazzini e Vegetti; un pionieristico convegno tutto dedicato al Nostro amato HPL.
Cito a memoria alcuni ospiti relatori: De Turris, Fusco, Lippi, Calabrese, Arona, Giorgi, Cersosimo, Valla, Voglino.
La seconda esposizione di lavori lovecraftiani, sempre a Borgomanero, Fantasticon, 1987. Tra gli ospiti Claudio de Nardi e Oreste Del Buono.
La terza si intitolava Ombre dal Cosmo, nel 2005, mostra organizzata da Yorick Fantasy Magazine, Massimo Tassi con Pietro Guarriello. HPL e CAS erano gli autori di riferimento omaggiati dai miei lavori.

Membra

LI: Ci è balzato in mente quanto sarebbe interessante o, meglio, perturbante organizzare una tua mostra con musicisti che suonano jazz noir e scrittori che leggono componimenti ispirati alle tue opere. Ok, non chiamare i barellieri del Manicomio di Arkham…
AB: Bello sarebbe! Qualcosa di simile l’ho sperimentato nell’ambito della mia ultima mostra In Obscura Luce, dedicata ai fantasmi e altre creature della notte. Su idea della direttrice artistica della mostra, Anna Maria Fortina, ho invitato l’amico Luciano Margorani, chitarrista dell’area milanese di musica improvvisata, che in una serata, circondato dai miei quadri, ha dato suono, perturbante, alle immagini. Dell’evento è stato anche prodotto un disco della performance, che potete ascoltare nel sito Bandcamp di Margorani:
In un'altra serata, sempre nei locali di quella mostra: abbiamo organizzato un incontro di lettura di poesie e racconti di Luigi Musolino (presente, con Troisi e Savoini), con un commento sonoro di un bravissimo violoncellista e la proiezione su schermo di mie illustrazioni ispirate ai racconti di Musolino. Bella serata!

Sorge!

LI: Prima di salutarci... dicci qualcosa sulle tue opere che nessuno sa!
AB: Sì, ma tenetevela per voi. Io copio le mie mostruosità dal vero!

Portale N.19

Portale N.23

Fame

Il risveglio 

Della donna aracnide 

Io divoro 

Abominio 

Cthulhu 

Autoritratto (secondo)

Dopo l'impatto 

Portale N. 1

Fauci

Arkhamore

La cosa

Le tue mani su di me 

La mia casa è Arkham

Ciò che nasce

Volerò

Portale N. 14

Autoritratto con coloro che mi abitano 

Bocche

I guardiani 

Il caos oltre il cielo 

Portale N.11

Nato da noi

Fusione


IL VIDEO DELLA MOSTRA

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OPERE CITATE
Gou Tanabe


Commenti

  1. Un artista di assoluto rilievo, e sono contento che sia stato proprio lui a illustrare l'antologia "Attraverso Angoli Alieni" della "Dagon Press" 🌌
    Personalmente adoro le sue illustrazioni classiche, in bianco e nero ⚪⚫

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