Aeonica - Onirina-28
AEONICA
I RACCONTI DEL BLOG 3.6
ONIRINA-28
di Paolo Sista
Una boccetta di Onirina. Carter non ne era sorpreso. La sostanza, sintetizzata da Mountbitten Tillinghast, nipote dello sciagurato scienziato Crawford Tillinghast, si stava diffondendo vertiginosamente nel campus della Miskatonic University. Bastava un sorso per venire trasportati in spirito, carne e sangue nell'alterità metaspaziale che gli onironauti avevano definito, forse con incauto ottimismo, Terre del Sogno.
Numerosi sperimentatori non facevano più ritorno da quelle contrade inesplorate e già si vociferava di una commissione senatoriale composta ad arte per implementare la proibizione del composto, persino a livello federale.
Carter sapeva che avrebbe dovuto discutere seriamente con Mountbitten a tale riguardo, una volta tornato dalla spedizione di recupero degli sprovveduti sognatori.
L'uomo si sedette su di un sasso – così da isolarsi dal suolo ancora umido per le piogge della notte scorsa – e fissò una foglia di un tenue marrone, nella cui conca le acque meteoriche avevano formato un minuscolo lago. Carter bevve un sorso dalla propria scorta di Onirina, il cui orrendo sapore – simile a una miscela di spezie e solventi – si fece strada lungo l'esofago. Seguirono gli inevitabili spasmi di tosse e la mazzata di sonnolenza, quindi stramazzò sul terreno.
In piedi, su un piccolo vascello di giunco spinto da correnti fatate, avvistò le coste di Thalarion, l'isola delle mille meraviglie. La veridicità di tale titolo, tuttavia, era alquanto dubbia.
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