Recensione - Il viola e il verde

IL VIOLA E IL VERDE

ALTRA PELLE & CORA
di Alice Cervia e Irene Visentin

Conobbi Irene e Alice quasi in contemporanea. Scrittrici, amiche, spezzine di adozione benché veneta l'una e toscana l'altra, scherzavano che vanno sempre in coppia, come i carabinieri de I buoni e i cattivi di Bennato. Ca va sans dire, col tempo siamo diventati amici e collaboratori anche noi.
Abituato ai loro standard qualtitativi, non avevo dubbi ad approcciarmi alle loro nuove creature, uscite assieme, guarda che coincidenza, per Scintille: la nuova collana di novelette edita da Lumien.


I due libri paiono, effettivamente, le due facce di una stessa medaglia. Un lato rivolto ad analizzare le problematiche politico-sociali dello spazio esteriore (Altra pelle, una anatomia della repressione), un lato rivolto a sezionare le ferite dello spazio interiore (Cora, una archeologia del dolore).

Nella novella della Cervia, ambientata in pieno regime fascista, facciamo esperienza del pervasivo apparato di controllo, statale e parastatale. Servizi segreti, polizia politica, camice nere, informatori proni tanto alla delazione quanto al ricatto, istituzioni sanitarie dedite più alla reclusione del dissenso (specie se femminile) che alla cura; dietro le quinte, oscuri collegi e facoltà di ricerca, in realtà facciate per nascondere esperimenti bio-medici innominabili.
È proprio da questi gironi infernali che escono i nostri protagonisti: gli Altra Pelle, esseri umani che la vivisezione ha trasformato in mutaforma, reietti di questo pianeta costretti a fuggire, occultarsi,  mascherarsi da normali.
Saranno alcuni di loro a restare invischiati nelle indagini su di un omicidio eclatante, il cui processo pare avere un esito già scritto. 
Nel dipanarsi dell'enigma, gli Altra Pelle incroceranno la loro esistenza con quella della nascente Resistenza, dalla quale apprenderanno le tecnologie della cospirazione contro le architetture della repressione (viene alla mente la "giovane staffetta, ribelle combattente" di cui cantavano i C.S.I. in Linea Gotica).
Romanzo breve lontano dalle semplificazioni di tanta narrativa utopista, non assisteremo a trionfi spettacolari di grandi eroi, ma a un maturo lavoro di tessitura di moltitudini, perché il rapporto tra racconto immaginato e storia reale è sempre reciproco; almeno, nelle storie che vale la pena di leggere.

Nella novella della Visentin veniamo proiettati nel collasso spaziale di corpi, edifici e memorie, innescato dal lutto anticipato per il coma irreversibile di Cora, la madre della protagonista e io narrante; parafrasando quel che scrisse William Burroughs a proposito dell'opera di J.G. Ballard, assistiamo a una catastrofe psico-ambientale.
Ogni capitolo è uno scavo interiore attraverso strati geologici di traumi, un inoltrarsi lungo cunicoli tanto mentali quanto metaspaziali, alla ricerca del Non-Detto (prima, quando ci fu il tempo per farlo; dopo, quando non è più possibile farlo).
Cora è un racconto duplice, impalpabile e fisico al tempo stesso, un continuo scivolare fra i due piani. Esso vive di sottili sfumature, di minime penombre, di percezioni cangianti, di contrazioni e dilatazione delle pupille (reali e figurate), in analogia alle criptiche sonorità di Mika Vainio.
Tuttavia, come nella canna di bambù posta sotto a un getto d'acqua, nei giardini zen, al culmine dell'effimero capitomboliamo nella corporeità, fatta di contatti respinti o accolti, di mancanza di respiro, di ferite autoinflitte, di lividi e sangue.
Questa è lo sfondo che permea la storia di Adele, la figlia di Cora, tornata nel borgo natio per stare vicina agli ultimi scampoli di vita della genitrice ma, soprattutto, per districare il labirinto emozionale che il loro rapporto madre-figlia si è lasciato dietro.
 
È proprio questa natura di opposti indissolubilmente legati, come protoni ed elettroni, a farmi consigliare la lettura di queste novelle in sincrono, perché assieme si completano l'un l'altra e danno vita a un'esperienza che accresce le somma delle parti 

I LIBRI
Altra pelle di Alice Cervia 
Cora di Irene Visentin 


ALICE CERVIA 

IRENE VISENTIN 

Nella serie Aeonica

DELLA STESSA AUTRICE 

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